Storia

Ispirato dal suo predecessore G-73 Mallard il Grumman G-64 Albatross nasce dalla richiesta della U.S. Navy per un velivolo con il compito specifico di sorveglianza e soccorso in mare.
Denominato XJR2F-1 vola la prima volta nell’ottobre 1947 (nelle mani dei piloti collaudatori Fred Rowley e Carl Alber) ricevendo un ordine iniziale per 6 esemplari dalla U.S. Navy, denominati UF-1, e 5 dall’U.S. Coast Guard, denominati UF-1G.
Nel maggio 1948 l’USAF ordinò 52 esemplari del nuovo anfibio denominandoli SA-16A; questi differivano soltanto per piccole modifiche alle dotazioni avioniche ed elettroniche adatte per il ruolo primario di ricerca e soccorso (S.A.R.); il primo esemplare USAF entrò in servizio nel luglio 1949.
La U.S. Navy modificò alcuni esemplari adibendoli ad aule volanti per l’addestramento dei navigatori assumendo la sigla UF-1T.
Vennero prodotti 137 esemplari per l’U.S. Navy e U.S. Coast Guard e 305 per l’USAF per un totale di 442; di questi 127 furono dotati di trepattini (uno sotto la fusoliera e uno per galleggiante) rendendo l’Albatross adatto ad operare su terreni innevati e/o ghiacciati aumentando notevolmente la versatilità dell’aereo; questi vennero denominati UF-1L.
Durante il loro servizio gli Albatross subiscono continui aggiornamenti nelle varie dotazioni che portano ad un aumento dei pesi con conseguente decadimento delle prestazioni; per ovviare a tutto questo l’USAF propone e finanzia un programma di aggiornamento dell’Albatross che prevede l’allungamento delle ali, eliminazione degli slot sul bordo d’attaco delle ali in prossimità degli alettoni, impianto antighiaccio maggiorato, ampliamento delle superfici di coda.
Viste le prestazioni ottenute e l’economicità delle modifiche l’USAF convertì 241 esemplari mentre U.S. Navy e U.S. Coast Guard quasi tutti: gli aeroplani così aggiornati assunsero le seguenti denominazioni:

SA-16A > SA-16B
UF-1 > UF-2
UF-1G > UF-2G
(è diventato uso comune indicare con A le versioni con ala “corta” e con B quelle con ala “lunga”).

Dalla nuova versione vennero realizzati i modelli:

  1. UF-2S destinati all’esportazione (in particolare il Giappone) con motori da 1500 hp;
  2. CSR 110 per il Canada sempre con motori da 1500 hp, carreggiata carrello modificata e dotati di pattini per il ghiaccio;
  3. SA-16B/ASW per il ruolo antisommergibile.

Della versione B ne vennero costruiti ex novo 22 esemplari, il restanti come detto è frutto della conversione delle versioni originali con l’ala corta.

Nel 1962 venne cambiata la denominazione dei velivoli che ricevettero quella tutt’ora in uso.

La Grumman, negli anni ’70, convertì alcuni esemplari ad uso civile denominandoli G-111 mentre lo studio di una versione con turboeliche non andò oltre la fase progettuale; alcune conversioni a turboelica furono eseguite da ditte private.

Noi ci occuperemo in particolare della versione HU-16A, quindi per ulteriori notizie circa le varie versioni o approfondimenti vi consigliamo il sito www.hu16.com oppure mandateci una mail